L’Atalanta non sbaglia e passa con autorità. Al Gewiss Stadium finisce 3-0 contro la Juventus, un risultato netto che vale la semifinale di Coppa Italia, dove i nerazzurri affronteranno la vincente di Bologna-Lazio. Per i bianconeri, invece, l’ennesima delusione nelle competizioni a eliminazione diretta.
Dopo un buon avvio della Juve, la partita cambia volto nel primo tempo con il rigore trasformato da Scamacca, concesso per un fallo di mano di Bremer. Nella ripresa, la Dea controlla e colpisce: prima Sulemana, poi Pasalic chiudono definitivamente i conti.
Avvio vivace, poi l’episodio che indirizza il match
La Juventus parte con personalità, cercando subito profondità e ritmo. Spalletti sceglie la difesa a tre con Bremer al centro tra Gatti e Kelly, lasciando a Thuram maggior libertà di inserimento centrale. L’idea si vede già al primo pallone lungo per il francese, che però non riesce ad agganciare.
Le prime vere occasioni arrivano dopo il quarto d’ora: Conceição è il più ispirato tra i bianconeri, costringendo Carnesecchi a due interventi importanti, uno dei quali salvato anche dalla traversa. L’Atalanta risponde con Ederson, ma Perin controlla senza affanni.
L’episodio che cambia la partita arriva a metà primo tempo: Bremer intercetta con il braccio un cross di Ederson, Fabbri viene richiamato dal VAR e assegna il rigore. Dal dischetto Scamacca è glaciale, imprendibile per Perin, e porta avanti la squadra di Palladino.
La Juve prova a reagire riversandosi nella metà campo avversaria, ma crea poco: solo una punizione dal limite di Locatelli, sprecata, prima dell’intervallo.
Ripresa di controllo atalantino
Nel secondo tempo l’Atalanta abbassa i ritmi e gestisce il vantaggio con intelligenza. Spalletti prova a cambiare l’inerzia togliendo Gatti e inserendo Boga, aumentando il peso offensivo. McKennie è l’unico a rendersi realmente pericoloso, ma la sua conclusione non trova lo specchio.
I bianconeri faticano a trovare spazi: Bernasconi legge bene le verticalizzazioni juventine, mentre la Dea chiude le linee interne e lascia scorrere il tempo.
Sulemana e Pasalic chiudono i giochi
Il colpo del ko arriva dalla panchina. Su una ripartenza ben orchestrata, Bellanova crossa dalla destra, Sulemana attacca lo spazio alle spalle della difesa e firma il 2-0, confermando perché a gennaio è stato uno dei nomi più chiacchierati sul mercato.
La Juventus si disunisce e poco dopo arriva anche il tris di Pasalic: recupero alto, inserimento centrale e rasoterra preciso sul palo lungo che batte Perin. Partita chiusa.
Nel finale, l’unico segnale bianconero è un tiro dalla distanza di Thuram: troppo poco per riaprire una gara ormai segnata.
Dea cinica, Juve ancora fragile nelle coppe
L’Atalanta conferma solidità, profondità di rosa e grande lucidità nei momenti chiave. Palladino può festeggiare una qualificazione meritata, costruita su organizzazione e concretezza.
Per la Juventus, invece, resta l’amarezza: in campionato convince, nelle coppe no. Spalletti vede sfumare la possibilità di restare in corsa per un trofeo e deve fare i conti con un’altra serata storta in un impegno infrasettimanale.
La Coppa Italia continua senza i bianconeri. L’Atalanta, invece, sogna ancora.

