Arianna Fontana, il cerchio che si chiude: da Torino 2006 a Milano Cortina 2026

Scritto il 06/02/2026
da Sporteaker Team


Ci sono storie che sembrano scritte dal destino. Quella di Arianna Fontana è una di queste. Vent’anni dopo l’esordio olimpico da adolescente a Torino 2006, la regina italiana dello short track si prepara a tornare sul ghiaccio di casa per i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Questa volta, però, lo fa da leggenda.

Il rumore che non si dimentica

Arianna Fontana ricorda il rumore.
Il boato dell’Oval di Torino, l’abbraccio del pubblico, l’emozione di una quindicenne che “voleva solo pattinare veloce”. Era il 2006 e nessuno poteva immaginare che quella ragazza sarebbe diventata l’atleta italiana più decorata nella storia dei Giochi Olimpici invernali.

Quel suono tornerà a farsi sentire vent’anni dopo. Stesso Paese, stessa passione. Ma una Fontana profondamente diversa, cresciuta, consapevole, immortale.

Una carriera scolpita nel ghiaccio

Dal bronzo nella staffetta 3000 metri a Torino — che la rese la più giovane medagliata olimpica italiana di sempre — fino agli ori nei 500 metri di PyeongChang 2018 e Beijing 2022, Arianna Fontana ha costruito un palmarès impressionante:

  • 11 medaglie olimpiche nello short track
  • 13 medaglie ai Mondiali
  • 19 medaglie agli Europei, di cui 11 d’oro

Milano Cortina 2026 sarà la sua sesta Olimpiade, un traguardo che da solo racconta una carriera fatta di longevità, sacrificio e fame mai sazia.

La “festa di bentornato”

Se Torino 2006 è stata la sua festa di benvenuto, Milano 2026 promette di essere la festa di bentornato.

“Mi sento davvero fortunata ad avere questa opportunità. Pattinare di nuovo a casa mia, dopo tutto questo tempo, ha un significato speciale.”

Fontana sarà anche portabandiera alla Cerimonia di Apertura per la seconda volta, simbolo di un’Italia che corre veloce ma resta fedele a se stessa.

Crescere, ascoltarsi, restare autentici

In vent’anni di carriera, Arianna non ha solo imparato a vincere. Ha imparato a conoscere il suo corpo, a rispettare i suoi limiti, a circondarsi delle persone giuste.

Accanto a lei c’è Anthony Lobello, marito, ex olimpionico, allenatore e confidente. Insieme hanno costruito un metodo che ruota attorno a quattro lettere scritte su piccoli foglietti: FRAG.

  • Focus
  • Rispetto
  • Atteggiamento
  • Grinta

Un mantra semplice, ma potentissimo. Lo stesso che l’ha accompagnata in ogni finale, in ogni curva, in ogni caduta e rinascita.

Oltre le medaglie

A 35 anni, Fontana sa che ogni gara potrebbe essere storica. Un altro podio la renderebbe ancora più irraggiungibile nella storia dello sport italiano. Due la porterebbero al livello di Edoardo Mangiarotti, leggenda assoluta.

Eppure, non è questo che la muove davvero.

“Spero che i giovani vedano i miei valori. Restare fedeli a se stessi, anche quando è difficile.”

Il messaggio è chiaro: divertirsi, ridere, lavorare duro, ma senza perdere l’amore per ciò che si fa.

Non è (ancora) l’ultima danza

Milano Cortina 2026 potrebbe sembrare il capitolo finale. Ma Arianna non vuole mettere punti definitivi.

“Finché avrò passione e sentirò di non aver raggiunto i miei limiti, mi vedrete sul ghiaccio.”

Che sia in pista o fuori, il suo obiettivo resta uno: condividere l’Italia con il mondo.

L’Italia oltre le medaglie

Fontana non vuole mostrare solo la velocità o i podi. Vuole raccontare un Paese fatto di piccoli borghi, montagne, dialetti e tradizioni. Un’Italia che va oltre Milano, oltre le grandi città, e che vive nei territori che ospiteranno i Giochi.

“L’Italia non è solo un luogo. Bisogna viverla.”

Il cerchio si chiude, la leggenda continua

Arianna Fontana tornerà a pattinare in casa, davanti alla sua gente. Con lo stesso rumore nelle orecchie, ma con vent’anni di storia sulle spalle.

Milano Cortina 2026 non sarà solo un’Olimpiade.
Sarà il ritorno di una regina.