Il Round 13 dell’EuroLeague 2024–25 è stato uno dei più avvincenti della stagione. Tra rimonte clamorose, prove individuali di altissimo livello, squadre in piena crisi e altre in netta ascesa, la due giorni europea ha offerto uno spettacolo che conferma il fascino di una competizione ogni anno più imprevedibile. Dalle certezze che si rafforzano alle sorprese che cambiano gli equilibri, questo turno ha acceso una serie di riflettori interessanti sulle ambizioni delle big.
Milano risorge: 102–88 a Maccabi, la cura Poeta inizia a funzionare
La notizia più importante, almeno per i colori italiani, arriva da Tel Aviv: l’Olimpia Milano ritrova vittoria, fluidità e fiducia dopo settimane complicate. Serviva un segnale, un cambio di passo mentale prima ancora che tecnico. La squadra di Peppe Poeta l’ha trovato grazie a un secondo tempo di grande intensità e lucidità.
Il 25–14 del terzo quarto è stato il turning point della partita. Milano ha alzato la pressione a metà campo, ha corso meglio e ha trovato un attacco finalmente armonico. Shavon Shields — 26 punti, leadership da capitano vero — è stato il protagonista assoluto, mentre Armoni Brooks (20 punti) ha ricordato perché è considerato uno dei tiratori più letali dell’intera lega.
Maccabi, invece, continua la sua stagione difficile. Nonostante i 21 punti di Lonnie Walker e i 20 di Sorkin, la squadra israeliana non è mai riuscita a contenere le accelerazioni di Milano e si è mostrata nuovamente fragile nei momenti di difficoltà.
Con questa vittoria, Milano sale a 7–6 e torna in piena corsa playoff. Maccabi scivola invece a 3–10, una situazione preoccupante che richiede una scossa immediata.
Zvezda ribalta l’Olympiacos: 91–80, l’Arena esplode
Una delle imprese del turno porta la firma della Crvena Zvezda, che batte l’Olympiacos con una rimonta tanto inattesa quanto travolgente. I greci, avanti anche di 12 punti nel terzo quarto, sembravano in totale controllo. Poi è arrivato il momento della spinta emotiva e tecnica di Zvezda: più grinta, più fisicità, più ferocia su ogni pallone.
Jordan Nwora ha guidato il ribaltone con 23 punti, mostrando una maturità cestistica notevole. Moneke e Ojeleye hanno fatto la differenza nella metà campo difensiva, mentre la spinta del pubblico ha creato un clima incandescente.
Olympiacos, dal canto suo, ha mostrato due volti: brillante e concreto per 25 minuti, confuso e disorganizzato nel finale. Il solito Sasha Vezenkov (29 punti e 8 rimbalzi) ha provato a evitare il tracollo, senza però trovare sufficiente supporto.
Zvezda sale così a 9–4, consolidando un inizio di stagione sorprendente. Per i greci arriva invece un brusco stop che li porta a 8–5.
Monaco nella storia: +36 all’Efes, un dominio mai visto
La squadra del Principato ha scritto una pagina storica della propria EuroLeague: il 102–66 inflitto all’Efes è la vittoria dal margine più ampio da quando il club partecipa alla competizione. Una prestazione totale, senza pause: 50 punti nel primo tempo, 52 nel secondo, e la sensazione costante che Monaco avesse un’altra marcia.
Daniel Theis, con 17 punti, e Alpha Diallo, con 13, hanno guidato un attacco corale, mentre Mirotic ha contribuito con leadership silenziosa e intelligenza cestistica. Coach Obradovic può sorridere: la squadra sembra in netta crescita, più equilibrata e più consapevole delle proprie potenzialità.
L’Efes, al contrario, sembra aver toccato uno dei punti più bassi degli ultimi anni. Questa è la terza peggior sconfitta della storia del club in EuroLeague: mancano idee, spirito e identità. Il tempo per rimettere insieme i pezzi c’è, ma la strada appare più complicata del previsto.
Barcellona, primo sorriso della nuova era Pascual: 88–78 su ASVEL
Xavi Pascual ottiene la sua prima vittoria da nuovo coach del Barcellona. Non è stata una gara semplice: ASVEL ha giocato con orgoglio, trascinato da un Nando De Colo in versione extralusso (22 punti e 9 assist). Ma nel quarto periodo la qualità superiore del Barça è emersa con forza.
Kevin Punter è stato il match-winner con 24 punti e 7 assist, mostrando una sinergia sempre più evidente con il sistema di Pascual. Bene anche Toko Shengelia, solido e presente nei momenti chiave.
Barcellona sale a 8–5, mentre ASVEL resta a 3–10 con un terribile 0–7 fuori casa.
Gli altri match del turno
Dubai 90–89 Paris
Rimonta spettacolare da -17, firmata McKinley Wright (24). Paris spreca troppo e paga caro gli ultimi possessi.
Fenerbahce 66–64 Virtus Bologna
Partita sporca, intensa e molto fisica. La decide una giocata di Melli nel finale. Virtus ancora una volta punita nei dettagli.
Zalgiris 82–67 Baskonia
Lituani straordinari nella ripresa con un 20–2 devastante. Francisco giganteggia: 23 punti e 11 assist.
Real Madrid 75–74 Hapoel Tel Aviv
Prima storica tra i due club, decisa da un Hezonja glaciale e dalla difesa madrilena nel finale.
Panathinaikos 91–69 Partizan
Pao devastante: 21–0 di parziale nel terzo quarto. Nunn (26 punti) continua a giocare da MVP.
Considerazioni finali
Il Round 13 è stato un crocevia: Milano ritrova fiducia, Monaco lancia un segnale fortissimo, Zvezda dimostra di essere una realtà solida, mentre Panathinaikos vola.
Efes e Partizan confermano le loro difficoltà, ASVEL mostra carattere ma non risolve i problemi, e la Virtus deve fare un esame di coscienza sulla gestione dei finali.
Se il resto della stagione manterrà questo livello di imprevedibilità, ci aspetta un’annata memorabile.

