Raffaeli, la regina di Rio: oro al cerchio, bronzo alla palla e un’Italia che sogna

Scritto il 25/08/2025
da Luca Fiorentino


Sofia Raffaeli non smette di sorprendere e continua a riscrivere la storia della ginnastica ritmica mondiale. Alla Carioca Arena di Rio de Janeiro, davanti a un pubblico caldo e colorato, la ventunenne di Chiaravalle ha confermato di essere un punto di riferimento assoluto per l’intera disciplina. Nella finale al cerchio, prima prova di giornata, la marchigiana delle Fiamme Oro è salita in pedana con la solita grinta e una pulizia tecnica impressionante: difficoltà, precisione ed eleganza che le hanno regalato 30.650 punti e la medaglia d’oro. Battute la bulgara Stiliana Nikolova (29.950) e la tedesca Anastasia Simakova (29.400).

Non paga, Sofia ha trovato spazio anche sul podio nella finale alla palla, dove si è presa un bronzo pesante con 28.750, dietro Darja Varfolomeev (29.850) e l’americana Rin Keys (29.050). Due medaglie in una giornata che arricchiscono un palmarès già straordinario: con queste, il bottino mondiale sale a 15 medaglie (6 ori, 4 argenti, 5 bronzi). “Dedico questo successo all’Italia, alla mia famiglia, al mio club Ginnastica Fabriano e alle Fiamme Oro. E un pensiero speciale va a Lorenzo Bonicelli, che spero si riprenda presto”, ha dichiarato emozionata.

Non tutto è andato liscio: nella finale alle clavette una perdita di attrezzo ha frenato l’azzurra, costringendola al quinto posto (28.400). Ma la spedizione italiana ha comunque brillato anche con Tara Dragas, sesta alla palla (28.050) e quarta al nastro con il personale di 28.800, a un soffio dal podio. Per la diciottenne friulana, già oro di specialità a Milano in Coppa del Mondo, un debutto mondiale di grande sostanza che fa ben sperare.

Le finali di squadra hanno visto la Cina trionfare con i 5 nastri (27.550) davanti a Giappone e Spagna, mentre l’Ucraina ha primeggiato nell’esercizio misto (28.650) seguita ancora dal Brasile. L’Italia non è salita sul podio, ma la delegazione azzurra guidata da Irina Roudaia ha mostrato compattezza e talento, confermando un movimento in crescita.

A Rio, Sofia Raffaeli ha ribadito di essere molto più di una ginnasta: è un simbolo, una leader capace di trasformare ogni pedana in un palcoscenico e trascinare con sé il sogno della ritmica italiana verso Parigi 2028 e oltre.