L’avvio del Masters 1000 di Montecarlo 2026 sta raccontando una storia piuttosto chiara per il tennis italiano: tanta presenza, buone aspettative, ma per ora risultati alterni. Gli azzurri sono numerosi e competitivi, ma il torneo deve ancora entrare davvero nel vivo per capire fin dove potranno spingersi.
Il punto di riferimento resta naturalmente Jannik Sinner, arrivato nel Principato con enormi aspettative dopo il trionfale “Sunshine Double” tra Indian Wells e Miami. Il numero 2 del mondo non ha ancora esordito nei primissimi giorni, grazie al bye riservato alle teste di serie, ma tutta l’attenzione è su di lui. Non è solo una questione di torneo: Montecarlo può diventare decisivo anche per il ranking, perché Sinner è in piena corsa per il ritorno al numero 1 mondiale e deve ottenere un risultato importante, almeno una semifinale, per riuscirci . La sensazione è che il suo torneo inizi davvero ora, con la pressione ma anche con la consapevolezza di essere uno dei principali favoriti.
Accanto a lui, grande curiosità anche per Lorenzo Musetti, uno dei giocatori più attesi sulla terra battuta. Il suo legame con Montecarlo è particolare: qui ha già dimostrato di poter competere ad altissimo livello, e il fatto di essere tra le prime teste di serie lo conferma . Anche per lui il percorso deve ancora iniziare davvero, ma le aspettative sono alte. La terra è la sua superficie ideale e questo torneo rappresenta una grande occasione per rilanciarsi definitivamente tra i top player.
Se i big devono ancora entrare in scena, chi ha già dato segnali concreti è Flavio Cobolli. Il romano ha superato il primo turno con una vittoria solida e combattuta contro Comesaña, chiusa al terzo set . Una partita non semplice, gestita con carattere, che conferma la sua crescita e la sua nuova dimensione nel circuito. Cobolli non è più una sorpresa: entra nei tornei importanti con ambizione e il passaggio al secondo turno lo dimostra. Ora, però, arriva la parte più difficile, quella in cui si misura davvero il salto di qualità.
Diverso il discorso per Matteo Arnaldi, che invece ha salutato subito il torneo. L’eliminazione al primo turno è una battuta d’arresto, soprattutto in un momento in cui cercava continuità. Montecarlo non gli ha sorriso, e questo conferma quanto sia complicato essere competitivi in un Masters 1000, dove il livello medio è altissimo fin dai primi match.
Tra gli altri italiani presenti, c’è attesa anche per Matteo Berrettini, rientrato grazie a una wild card, e per Luciano Darderi, inserito tra le teste di serie . Per entrambi, Montecarlo rappresenta una tappa importante: Berrettini per ritrovare ritmo e fiducia dopo un periodo complicato, Darderi per confermare i progressi mostrati negli ultimi mesi sulla terra battuta.
Nel complesso, l’Italia si presenta a Montecarlo con una squadra ampia e competitiva: cinque giocatori nel main draw, diversi di loro tra le teste di serie, e la sensazione di poter essere protagonisti. Ma per ora il bilancio è interlocutorio. Una vittoria importante (Cobolli), un’eliminazione (Arnaldi) e tanti debutti ancora da giocare.
Il vero giudizio, quindi, è rimandato ai prossimi giorni. È lì che si capirà se il movimento italiano riuscirà a fare il salto di qualità anche in questo torneo, magari portando più di un giocatore nelle fasi finali. Le premesse ci sono tutte: talento, esperienza e una condizione generale molto buona.
Adesso, però, serve trasformare tutto questo in risultati. Montecarlo è appena cominciato, ma per gli italiani il momento decisivo sta per arrivare.